"Dronescape' è spesso adoperato per comodità dalla rivista AllMusic, come ad esempio, nella recensione dell'album New York Noise, Vol. 2 dei Sonic Youth, ("il dronescape di'I Dreamed I Dream,") [3]
analogion.com
Il musicologo francese Marcel Pérès dell'Ensemble Organum lo ipotizzò nel 1988(hereArchiviato il 22 luglio 2012 in Internet Archive.) ma la teoria venne negata in una tesi di laurea scritta da Robert Howe: The Performance of Mediæval Music in Contemporary Culture, PDF file, p. 6-8)
Nell'opera Modern music and after: Directions Since 1945 (Oxford University Press, 1995, ISBN 0-19-816511-0, 209 1995) di Paul Griffiths è scritto: "Young fondò il gruppo musicale Theatre of Eternal Music per realizzare esibizioni di musica estremamente ripetitiva e basata sui bordoni."
Cox & Warner 2004, p. 301 (Kyle Gann scrisse nell'opera "Thankless Attempts at a Definition of Minimalism": "Sicuramente molte delle tracce dei minimalisti più famosi hanno fatto affidamento sui ritmi di croma, benché vi fossero numerosi compositori, quali Young e Niblock, interessati ai bordoni non accompagnati da alcun ritmo. [...] Forse il “minimalismo con un ritmo statico” è un criterio che potrebbe dividere il repertorio minimalista in due corpi musicali esclusivi, ovvero la musica basata sul ritmo e la musica basata sui bordoni."
Cox & Warner 2004, p. 359Simon Reynolds scrisse a proposito del post-rock: "I Velvet miscelarono la canzone d'autore folkadelica con un'estetica del 'wall of sound' che era per metà ispirata a quella di Phil Spector e per metà a quella della dronology di La Monte Young. Questo termine descrive il cinquanta per cento dell'attuale musica post-rock." (articolo relativo ai Velvet Underground e al post-rock)
Nell'opera "Yves Klein: Long Live the Immaterial!" New York: Delano Greenidge, 2000, ISBN 978-0-929445-08-3, p. 226 di Gilbert Perlein e Bruno Corà è scritto: " Questa sinfonia della durata di quaranta minuti (in realtà della durata di venti minuti seguiti da altri venti di silenzio) è formata da un solo suono esteso privato del suo attacco, che termina creando una sensazione di vertigine e turbinando la sensibilità fuori dal tempo."
Le prime forme di "drone music", che siano etniche o spirituali, vengono descritte, ad esempio, nel Journal of (American Musicological Society compilato dall'omonima scuola in un volume del 1958, 255: "Osservazioni come quelle degli effetti prodotti dai bordoni da coppie di flauti con un numero di fori ineguale fra loro, fa supporre che sia esistita una forma di drone music nell'antichità")
Nell'opera Writings on Music, 1965-2000, (Oxford University Press US, 2002, ISBN 0-19-511171-0, p. 202), diretta da Paul Hillier, Steve Reich scrisse: "Non avevo mai sentito musica di Feldman fino al 1962, quando ascoltai una traccia di Stockhausen intitolata Refrain. Capii soltanto più tardi che questo era "il brano alla maniera di Feldman" di Stockhausen così come Stimmung era la sua "traccia alla maniera di La Monte Young""
Cox & Warner 2004, p. 401 nella "cronologia" delle date importanti è scritto: "1964 [...] Young, Marianne Zazeela, John Cale, Angus MacLise, e Tony Conrad fondarono il Theatre of Eternal Music dal quale nacque il minimalismo basato sui bordoni."
Nell'opera Generation Ecstasy: Into the World of Techno and Rave Culture (Routledge, 1999 (from a 1998 hardcover), ISBN 978-0-415-92373-6, p. 50) di Simon Reynolds è scritto: "le formazioni "progressive" più sincere a cavallo fra gli ultimi anni sessanta e gli anni settanta avevano più elementi in comune con i compositori di musica classica d'avanguardia (musica elettroacustica, musique concrète, la scuola nuovaiorchese di minimalismo drone..."
Nell'opera Cook & Pople 502 (2004) è scritto "La musica quasi percettibile è stata consistentemente prefigurata nella musica di Erik Satie e di altri eccentrici compositori che lo hanno seguito. L'"Ambient Music" emerse come categoria musicale quando negli anni ottanta Brian Eno, ispirato dal minimalismo di La Monte Young, Terry Riley, Philip Glass, e Steve Reich, iniziò a comporre musica per presentazioni semi-percettibili, [...]"
Nell'opera A Father Figure for the Avant-garde (Potter 2002, p. 91 pag. 49) è scritto: " Brian Eno dichiara che "La Monte Young è il papà di tutti noi"
Nel sito della "MELA Foundation" (melafoundation.org) è scritto "(Young) è un maestro della musica classica industana. I fondatori della Dream House nella MELA Foundation a New York La Monte Young e Marian Zazeela introdussero con le proprie forze la musica classica industana negli Stati Uniti. Quando condussero negli USA, nel 1970, il rinomato cantante Pandit Pran Nath del Kirana Gharana, del quale furono i primi allievi occidentali, studiarono con lui per ventisei anni vivendo alla stessa maniera delle scuole gurukula [...]http://www.melafoundation.org/Raga07VI29.htm"
The Black Record (edizione limitata a 2800 copie) (1969) di La Monte Young e Marian Zazeela, Munich: Edition X [5][6]
Phill Niblock, su scaruffi.com. URL consultato il 2 maggio 2018.
sputnikmusic.com
Labradford, su sputnikmusic.com. URL consultato il 2 maggio 2018.
stanthonysmonastery.org
"Non vi è una chiara testimonianza riguardante l'uso dell'ison fino al periodo seguente il quindicesimo secolo" (da "Introduction to Byzantine Chant" del St. Anthony's Monastery. In altre parti dell'opera viene specificato: "La prima notificazione di questa usanza emerge nel 1584 dal viaggiatore tedesco Martin Crusius." 1Archiviato il 25 dicembre 2008 in Internet Archive.). (in Dimitri E. Conomos (Oxford University), [4]Archiviato il 22 dicembre 2008 in Internet Archive.
Il negozio di dischi indipendente Aquarius Records, nel link this catalog page (Archive.org copy of 2002), afferma: "Qui, all'Aquarius, abbiamo coniato neologismi quali "dronology" e "fuckery" (tradotto in italiano significa "insensatezza"), soltanto perché speriamo che quelle parole possano offrire abbastanza connotazioni"
(EN) Yellow Swans Going Places, su ondarock.it. URL consultato il 26 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2019).
Il musicologo francese Marcel Pérès dell'Ensemble Organum lo ipotizzò nel 1988(hereArchiviato il 22 luglio 2012 in Internet Archive.) ma la teoria venne negata in una tesi di laurea scritta da Robert Howe: The Performance of Mediæval Music in Contemporary Culture, PDF file, p. 6-8)
"Non vi è una chiara testimonianza riguardante l'uso dell'ison fino al periodo seguente il quindicesimo secolo" (da "Introduction to Byzantine Chant" del St. Anthony's Monastery. In altre parti dell'opera viene specificato: "La prima notificazione di questa usanza emerge nel 1584 dal viaggiatore tedesco Martin Crusius." 1Archiviato il 25 dicembre 2008 in Internet Archive.). (in Dimitri E. Conomos (Oxford University), [4]Archiviato il 22 dicembre 2008 in Internet Archive.