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ICRCCommentaries on the Convention (III) relative to the Treatment of Prisoners of WarArticle 5 «Una categoria di personale militare cui furono rifiutati i benefici della Convenzione [di Ginevra, n.d.r.] nel corso della seconda Guerra mondiale comprese le truppe tedesche e giapponesi che caddero in mani alleate alla capitolazione dei loro stati nel 1945 (6). La capitolazione tedesca fu sia politica, comportando il dissolvimento del governo, che militare, mentre quella giapponese fu solamente militare. Per di più la situazione fu diversa poiché la Germania partecipava alla Convenzione del 1929 ma non il Giappone. Ciò non di meno le truppe tedesche e giapponesi furono considerate personale nemico arreso e furono privati dei benefici della protezione accordata dalla Convenzione del 1929 relativa al trattamento dei prigionieri di guerra. Il punto di vista delle autorità alleate era che la resa incondizionata concedeva mano libera ai detentori del potere per quanto riguardava il trattamento da riservare al personale militare caduto nelle loro mani a seguito della capitolazione. In effetti queste persone si trovavano spesso in situazioni molto diverse da quelle dei loro compagni d'arme che erano stati fatti prigionieri durante il periodo bellico vero e proprio, poiché molto spesso essi non erano neppure intervenuti in azione [p.76] contro il loro nemico. Sebbene nel complesso il trattamento riservato al personale militare arreso fosse abbastanza favorevole, esso presentava alcuni inconvenienti: i prigionieri in questa categoria si videro requisiti i loro beni senza che venisse loro data alcuna ricevuta, non avevano diritto ad avere rappresentanti presso i detentori del potere, gli ufficiali non ricevevano alcun soldo, sebbene fossero obbligati a lavorare e nei procedimenti penali a loro carico non avevano nessuna delle garanzie previste dalla Convenzione. Ma la cosa più importante è che questi uomini non avevano alcuno status giuridico ed erano totalmente alla mercé dei vincitori. Fortunatamente essi furono trattati bene ma questa non è una buona ragione per ignorare il fatto di essere stati privati di qualsiasi garanzia».
United States Department of State / Foreign relations of the United States: diplomatic papers: the Conference of Berlin (the Potsdam Conference), 1945 Volume II (1945) p. 765