Gandhi raccontò nella sua autobiografia, La mia vita per la libertà, di avere conosciuto a Londra nel 1889 le signore Blavatsky e Besant, e che grazie ad amici teosofi ebbe modo di leggere per la prima volta la Bhagavad Gita, testo sacro dell'induismo, vergognandosi di non averlo mai fatto prima. Al loro invito ad entrare nella Società Teosofica, egli lo declinò cortesemente motivando così la sua scelta: «Data la poca conoscenza che ho della mia religione, non voglio appartenere a nessun altro organo religioso». Della Blavatsky lesse tuttavia La chiave della teosofia, che lo spinse a riscoprire il valore dell'induismo (cfr. Paola Giovetti, Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica, pagg. 57 e 128-129, Roma, Mediterranee, 1991).
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Gandhi raccontò nella sua autobiografia, La mia vita per la libertà, di avere conosciuto a Londra nel 1889 le signore Blavatsky e Besant, e che grazie ad amici teosofi ebbe modo di leggere per la prima volta la Bhagavad Gita, testo sacro dell'induismo, vergognandosi di non averlo mai fatto prima. Al loro invito ad entrare nella Società Teosofica, egli lo declinò cortesemente motivando così la sua scelta: «Data la poca conoscenza che ho della mia religione, non voglio appartenere a nessun altro organo religioso». Della Blavatsky lesse tuttavia La chiave della teosofia, che lo spinse a riscoprire il valore dell'induismo (cfr. Paola Giovetti, Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica, pagg. 57 e 128-129, Roma, Mediterranee, 1991).