Secondo Jenkins, Palermo comincia a battere moneta intorno al 430 a.C. Nelle sue prime monete (dracme, nominali in bronzo e didrammi) imitò, come in tutta la coniazione siculo-punica, i canoni greci e in particolare i tipi di Himera, Segesta, Akragas e Siracusa. In una serie di litre, coniate intorno al 410 a.C., è infatti presente sia la legenda punica ZYZ che quella greca PANORMOS. Nei tetradrammi, avviati intorno allo stesso periodo, dopo avere accoppiato alla quadriga di origine siracusana l'effigie selinuntina della divinità fluviale sacrificante e poi la testa dell'Apollo di Katane, copiò costantemente i tipi siracusani fino alle creazioni dei maestri incisori come Cimone, Eukleidas e Eumenes. Nelle frazioni, vennero riprodotti anche i tipi di Gela e Kamarina, avallando l'ipotesi di Holm di «un certo numero di città sotto la protezione di Cartagine [...] una lega cioè di indigeni e di orientali, certo di non greci, diretta contro i Greci dell'isola»Greci e Punici in Sicilia - V e IV secolo a.C., su www.academia.edu . URL consultato il 3 settembre 2018 (archiviato il 3 luglio 2013).
Regio decreto del 5 giugno 1910 che approva gli annessi elenchi degli enti e delle persone ai quali vennero conferite medaglie ed attestazioni di menzione onorevole per l'opera da essi data in occasione del terremoto del 28 dicembre 1908, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 131 (straordinario) del 5 giugno 1910
Secondo Jenkins, Palermo comincia a battere moneta intorno al 430 a.C. Nelle sue prime monete (dracme, nominali in bronzo e didrammi) imitò, come in tutta la coniazione siculo-punica, i canoni greci e in particolare i tipi di Himera, Segesta, Akragas e Siracusa. In una serie di litre, coniate intorno al 410 a.C., è infatti presente sia la legenda punica ZYZ che quella greca PANORMOS. Nei tetradrammi, avviati intorno allo stesso periodo, dopo avere accoppiato alla quadriga di origine siracusana l'effigie selinuntina della divinità fluviale sacrificante e poi la testa dell'Apollo di Katane, copiò costantemente i tipi siracusani fino alle creazioni dei maestri incisori come Cimone, Eukleidas e Eumenes. Nelle frazioni, vennero riprodotti anche i tipi di Gela e Kamarina, avallando l'ipotesi di Holm di «un certo numero di città sotto la protezione di Cartagine [...] una lega cioè di indigeni e di orientali, certo di non greci, diretta contro i Greci dell'isola»Greci e Punici in Sicilia - V e IV secolo a.C., su www.academia.edu . URL consultato il 3 settembre 2018 (archiviato il 3 luglio 2013).
Il mandarino tardivo di Ciaculli (PDF), su terra-multimedialeagricoltura.it. URL consultato il 19 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011). (PDF)
home | SICILIA QUEER filmfest, su siciliaqueerfilmfest.it. URL consultato il 19 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2017).
Home - Palermo Non Conventional Tour, su palermononconventional.it. URL consultato il 21 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2018).
Copia archiviata, su visitpalermo.it. URL consultato il 25 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2018).