La -z finale, sorta per ragioni etimologiche come continuazione della c di romanice, è stata poi sentita come morfema segnacaso: da romanz, sentito come nominativo, discese un romant accusativale. Con la crisi del sistema della declinazione finì per prevalere la forma romant. Perdendosi però il valore fonetico della -t finale, questa finì per scomparire e roman sarà la forma corrente a partire dal XVI secolo (cfr. Aurelio Roncaglia, "Romanzo". Scheda anamnestica d'un termine chiave, p. 3).