mentre la parola "lesbico/a" deriva dal nome della sua isola natale, Lesbo.lesbian (adj.), su Online Etymology Dictionary. URL consultato il 13 settembre 2012.
Sapphic, su Online Etymology Dictionary. URL consultato il 13 settembre 2012.
«Autoschediasma» o «autoschediasmo», singolare maschile, viene dal greco Αὐτοσχεδίασμα (autoskediàsma) e αὐτοσχεδιασμός «improvvisazione», derivativo di αὐτοσχεδιάζω (autoschediàzo) «agire/parlare improvvisando e, quindi, senza preparazione/senza riflettere/con precipitazione» (pl. -i). Insieme al termine fratello «autoschediastico», è usato in letteratura con una duplice connotazione. Dal punto di vista dell'arte retorica, nel senso di «improvvisazione, discorso improvvisato, pronunciato all'impronta, che si costruisce estemporaneamente», ha in genere una valenza positiva: infatti, anche l'uscita più estemporanea suscita dei precisi effetti, e può celare espedienti sottili. Al contrario, in contesto filologico, ha il senso di «costruzione evanescente basata su un'invenzione aneddotica» e viene sovente utilizzato per stigmatizzare un'interpretazione abborracciata o autoricavata dal contesto, che non sta in piedi; ciò specie come critica rivolta agli autori dell'antichità classica, soliti ad utilizzare come fonti storiche citazioni testuali, anche di opere letterarie e poetiche, quindi frutto di fantasia, senza cercarne riscontri ed effettuare verifiche. Si veda il termine «autoschediasma»: in autoschediasma (o autoschediasmo), in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º settembre 2021. autoschediasma o autoschediasmo, su retorica.it. URL consultato il 1º settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2020). autoschediasma, su unaparolaalgiorno.it. URL consultato il 1º settembre 2021.
Un frammento di Saffo citato in Strabone, Geografia, I,2,33, menzionerebbe la città di Palermo (ἤ σε Κύπρος ἢ Πάφος ἢ Πάνορμος); cfr. Enciclopedia della Sicilia, s.v.Saffo, p. 850. Alcuni filologi leggono invece πάνορμος 'dal grande porto', aggettivo da riferire a Pafo; cfr. (EN) Geography of Strabo, nota 246, su perseus.tufts.edu. URL consultato il 29 dicembre 2012.
«Autoschediasma» o «autoschediasmo», singolare maschile, viene dal greco Αὐτοσχεδίασμα (autoskediàsma) e αὐτοσχεδιασμός «improvvisazione», derivativo di αὐτοσχεδιάζω (autoschediàzo) «agire/parlare improvvisando e, quindi, senza preparazione/senza riflettere/con precipitazione» (pl. -i). Insieme al termine fratello «autoschediastico», è usato in letteratura con una duplice connotazione. Dal punto di vista dell'arte retorica, nel senso di «improvvisazione, discorso improvvisato, pronunciato all'impronta, che si costruisce estemporaneamente», ha in genere una valenza positiva: infatti, anche l'uscita più estemporanea suscita dei precisi effetti, e può celare espedienti sottili. Al contrario, in contesto filologico, ha il senso di «costruzione evanescente basata su un'invenzione aneddotica» e viene sovente utilizzato per stigmatizzare un'interpretazione abborracciata o autoricavata dal contesto, che non sta in piedi; ciò specie come critica rivolta agli autori dell'antichità classica, soliti ad utilizzare come fonti storiche citazioni testuali, anche di opere letterarie e poetiche, quindi frutto di fantasia, senza cercarne riscontri ed effettuare verifiche. Si veda il termine «autoschediasma»: in autoschediasma (o autoschediasmo), in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º settembre 2021. autoschediasma o autoschediasmo, su retorica.it. URL consultato il 1º settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2020). autoschediasma, su unaparolaalgiorno.it. URL consultato il 1º settembre 2021.
«Autoschediasma» o «autoschediasmo», singolare maschile, viene dal greco Αὐτοσχεδίασμα (autoskediàsma) e αὐτοσχεδιασμός «improvvisazione», derivativo di αὐτοσχεδιάζω (autoschediàzo) «agire/parlare improvvisando e, quindi, senza preparazione/senza riflettere/con precipitazione» (pl. -i). Insieme al termine fratello «autoschediastico», è usato in letteratura con una duplice connotazione. Dal punto di vista dell'arte retorica, nel senso di «improvvisazione, discorso improvvisato, pronunciato all'impronta, che si costruisce estemporaneamente», ha in genere una valenza positiva: infatti, anche l'uscita più estemporanea suscita dei precisi effetti, e può celare espedienti sottili. Al contrario, in contesto filologico, ha il senso di «costruzione evanescente basata su un'invenzione aneddotica» e viene sovente utilizzato per stigmatizzare un'interpretazione abborracciata o autoricavata dal contesto, che non sta in piedi; ciò specie come critica rivolta agli autori dell'antichità classica, soliti ad utilizzare come fonti storiche citazioni testuali, anche di opere letterarie e poetiche, quindi frutto di fantasia, senza cercarne riscontri ed effettuare verifiche. Si veda il termine «autoschediasma»: in autoschediasma (o autoschediasmo), in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º settembre 2021. autoschediasma o autoschediasmo, su retorica.it. URL consultato il 1º settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2020). autoschediasma, su unaparolaalgiorno.it. URL consultato il 1º settembre 2021.