Scanderbeg (Italian Wikipedia)

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  • Della madre di Giorgio Castriota sono giunti solo due riferimenti coevi (Marino Barlezio, alias Marin Barleti, e Giovanni Musachi, alias Gjon Muzaka) che indicano la origine nobile e l'eponimico ("pater nobilissimus Triballorum princeps", scrive Barlezio), ma non esattamente la sua famiglia di appartenenza. La nobildonna è stata, col tempo, accreditata come appartenente alla famiglia dei Branković (cfr. Schmitt, 2009, pp. 44-45), come originaria arbër-epirota (cfr. (SQ) Pirro Prifti, Përse Vojsava Tribalda – Nëna e Skënderbeut ishte me origjinë Arbër, Bota Sot, 22 luglio 2017.) o della valle di Polog (cfr. (SQ) Ilmi Veliu, Nëna e Skënderbeut, Vjosava Tribalda ishte e pastër shqiptare, nga Pollogu i Iliridës, in Tema, 5 dicembre 2018.). A quest'ultimo proposito, Fan Stilian Noli specifica che Voisava era la figlia del principe di Pollogu (secondo la denominazione albanese), nei pressi di Tetova, una regione che faceva parte del principato dei Balsha e rientrava nell'area di influenza dei Castriota, e che fa oggi capo alla regione statistica di Polog della Macedonia del Nord. Gli abitanti di tale area erano di stirpe bulgara, ma i suoi prìncipi erano albanesi dall'epoca dei Balsha o comunque si erano albanesizzati tramite legami matrimoniali (Fan Stilian Noli, 1993, p. 26). Per una disamina particolareggiata delle problematiche riguardanti la madre di Scanderbeg, si veda anche Voisava Kastrioti, su Albanian Studies. URL consultato il 22 maggio 2024. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.

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  • Della madre di Giorgio Castriota sono giunti solo due riferimenti coevi (Marino Barlezio, alias Marin Barleti, e Giovanni Musachi, alias Gjon Muzaka) che indicano la origine nobile e l'eponimico ("pater nobilissimus Triballorum princeps", scrive Barlezio), ma non esattamente la sua famiglia di appartenenza. La nobildonna è stata, col tempo, accreditata come appartenente alla famiglia dei Branković (cfr. Schmitt, 2009, pp. 44-45), come originaria arbër-epirota (cfr. (SQ) Pirro Prifti, Përse Vojsava Tribalda – Nëna e Skënderbeut ishte me origjinë Arbër, Bota Sot, 22 luglio 2017.) o della valle di Polog (cfr. (SQ) Ilmi Veliu, Nëna e Skënderbeut, Vjosava Tribalda ishte e pastër shqiptare, nga Pollogu i Iliridës, in Tema, 5 dicembre 2018.). A quest'ultimo proposito, Fan Stilian Noli specifica che Voisava era la figlia del principe di Pollogu (secondo la denominazione albanese), nei pressi di Tetova, una regione che faceva parte del principato dei Balsha e rientrava nell'area di influenza dei Castriota, e che fa oggi capo alla regione statistica di Polog della Macedonia del Nord. Gli abitanti di tale area erano di stirpe bulgara, ma i suoi prìncipi erano albanesi dall'epoca dei Balsha o comunque si erano albanesizzati tramite legami matrimoniali (Fan Stilian Noli, 1993, p. 26). Per una disamina particolareggiata delle problematiche riguardanti la madre di Scanderbeg, si veda anche Voisava Kastrioti, su Albanian Studies. URL consultato il 22 maggio 2024. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.

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  • Pietro Zattoni, 2010, p. 2
    «L'organizzazione ottomana era ben diversa da quella, classica, dell'Europa medioevale, caratterizzata da una lunga catena di obblighi feudali, che legava i vassalli di rango più basso a quelli di rango superiore, questi a quelli del rango successivo e così via sempre più su fino al sovrano; i vassalli ottomani ricevevano i loro feudi, chiamati timar, direttamente dal sultano e direttamente a lui erano tenuti a fornire in cambio prestazioni militari accuratamente definite, come numero di uomini ed equipaggiamento, cui non potevano venir meno senza gravi rischi; inoltre i feudi timar erano piuttosto piccoli, dato che ognuno di essi poteva fornire, mediamente, 4-5 cavalieri (spahis) equipaggiati, e quindi il "potere contrattuale" di ogni singolo feudatario nei confronti del sultano era praticamente nullo; infine i feudi non erano ereditari ed anzi il sultano non aveva alcuna remora a privarne il vassallo che fosse incorso nella sua disapprovazione o ad effettuare delle rotazioni ogni volta che lo ritenesse opportuno.»
    Pietro Zattoni, In bilico tra due mondi. La giovinezza di Skanderbeg (Giorgio Castriota) (PDF), su pierozattoni.it, Forlì, 2010.
  • Pietro Zattoni, 2010, p. 6
    «Dai documenti catastali ottomani risulta che, nei primi anni '30, un certo Hızır beg era subaš di Kruja. Nel 1438 risulta Scanderbeg come subashi di Kruja, alla fine dello stesso anno, a Krujë era di nuovo subaş Hızır beg cui, nel 1440, successe Gazi oğlu Umur beg; quanto al grado successivo di sanjaq beg, è per lo meno dubbio che egli vi sia mai pervenuto, poiché il suo nome non figura nella lista di capi turchi, che presumibilmente comprende tutti i sanjaq beg presenti, inclusa nella lettera inviata da Huniady al suo collega Újlaki all'indomani della battaglia di Niš
    Pietro Zattoni, In bilico tra due mondi. La giovinezza di Skanderbeg (Giorgio Castriota) (PDF), su pierozattoni.it, Forlì, 2010.
  • Pietro Zattoni, 2010, p. 7. Pietro Zattoni, In bilico tra due mondi. La giovinezza di Skanderbeg (Giorgio Castriota) (PDF), su pierozattoni.it, Forlì, 2010.
  • Pietro Zattoni, 2015, p. 2. Pietro Zattoni, Venezia e Skanderbeg, La guerra del 1447-1448 e i suoi riflessi sulla campagna di Kosovo (PDF), in Rivista di Studi militari, vol. 4, Bologna, Pàtron, 2015, pp. 45-58, ISSN 2279-9583 (WC · ACNP).
  • Pietro Zattoni, 2010, p. 3
    «Nel 1447 morì senza eredi il duca di Milano, Filippo Maria Visconti, un evento che offriva a Venezia la possibilità di mettere le mani sulla Lombardia, unificare pressoché totalmente l’Italia settentrionale sotto il suo dominio e stabilire così un'indiscutibile egemonia su tutta la penisola.»
    Pietro Zattoni, In bilico tra due mondi. La giovinezza di Skanderbeg (Giorgio Castriota) (PDF), su pierozattoni.it, Forlì, 2010.
  • Pietro Zattoni, 2010, p. 3
    «La cosa in sé non deve troppo stupirci, perché l’assassinio politico era tutt’altro che raro nell’Europa del Quattrocento (e non è ignoto neanche nella nostra epoca) e Venezia non faceva eccezione; c’è da dire, semmai, che, a differenza di quanto poteva avvenire per altri potentati, la natura collegiale del governo veneto faceva sì che decisioni del genere dovessero essere verbalizzate e votate, cosicché era inevitabile che ne rimanesse traccia negli archivi.»
    Pietro Zattoni, In bilico tra due mondi. La giovinezza di Skanderbeg (Giorgio Castriota) (PDF), su pierozattoni.it, Forlì, 2010.

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acnpsearch.unibo.it

unipd.it (Global: 9,096th place; Italian: 657th place)

tesi.cab.unipd.it

  • Jeton Omari, 2013/14, p. 67. Jeton Omari, Scanderbeg tra storia e storiografia (PDF) (tesi di laurea), Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell Antichità, 2013-2014.
  • Jeton Omari, 2013/14, p. 65. Jeton Omari, Scanderbeg tra storia e storiografia (PDF) (tesi di laurea), Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell Antichità, 2013-2014.
  • Jeton Omari, 2013/14, nota 120, p. 75
    «Nel 1933, Kurt Ohly, un esperto indagatore di incunaboli, nel suo lavoro "Eine Geschäftliche Radolt Inkunabel", dichiarò che durante le ricerche effettuate nei fondi dell'archivio della stamperia di Erhard Ratdolt a Venezia non era emersa nessuna traccia riguardo a una pubblicazione del presunto Antivarino nel 1480, inoltre, neanche in seguito si è riusciti a trovare una copia dell’opera in questione. Ohly, quindi, dedusse che la biografia dell’Anonimo Antivarino fosse, in realtà, un'opera inventata da Biemmi. Un'invenzione tra le più raffinate e meglio riuscite del suo tempo. Con riferimento a questa tesi, ancora un anno più tardi, quindi nel 1934, Babinger pubblicò a Berlino l’opera dal titolo "Ein erdichtetes Werk über Skanderbeg".»
    Jeton Omari, Scanderbeg tra storia e storiografia (PDF) (tesi di laurea), Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell Antichità, 2013-2014.
  • Jeton Omari, 2013/14, p. 58
    «Intanto aumentavano le voci critiche nei confronti di Barlezio. Considerato retorico; con spirito panegirista; autore che nelle descrizioni imita Plutarco e Tucidide fin nei particolari; che attribuisce a Scanderbeg lunghissimi discorsi inventati, prima e dopo le battaglie; che riferisce episodi con inesattezze cronologiche; che tace su dati e avvenimenti importanti; che esagera le perdite ottomane e minimizza quelle di Scanderbeg: in breve, Barlezio è considerato più uno "scrittore fantasioso" che un vero storico.»
    Jeton Omari, Scanderbeg tra storia e storiografia (PDF) (tesi di laurea), Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell Antichità, 2013-2014.

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siba-ese.unisalento.it

univie.ac.at (Global: 2,083rd place; Italian: 1,949th place)

iog.univie.ac.at

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  • Della madre di Giorgio Castriota sono giunti solo due riferimenti coevi (Marino Barlezio, alias Marin Barleti, e Giovanni Musachi, alias Gjon Muzaka) che indicano la origine nobile e l'eponimico ("pater nobilissimus Triballorum princeps", scrive Barlezio), ma non esattamente la sua famiglia di appartenenza. La nobildonna è stata, col tempo, accreditata come appartenente alla famiglia dei Branković (cfr. Schmitt, 2009, pp. 44-45), come originaria arbër-epirota (cfr. (SQ) Pirro Prifti, Përse Vojsava Tribalda – Nëna e Skënderbeut ishte me origjinë Arbër, Bota Sot, 22 luglio 2017.) o della valle di Polog (cfr. (SQ) Ilmi Veliu, Nëna e Skënderbeut, Vjosava Tribalda ishte e pastër shqiptare, nga Pollogu i Iliridës, in Tema, 5 dicembre 2018.). A quest'ultimo proposito, Fan Stilian Noli specifica che Voisava era la figlia del principe di Pollogu (secondo la denominazione albanese), nei pressi di Tetova, una regione che faceva parte del principato dei Balsha e rientrava nell'area di influenza dei Castriota, e che fa oggi capo alla regione statistica di Polog della Macedonia del Nord. Gli abitanti di tale area erano di stirpe bulgara, ma i suoi prìncipi erano albanesi dall'epoca dei Balsha o comunque si erano albanesizzati tramite legami matrimoniali (Fan Stilian Noli, 1993, p. 26). Per una disamina particolareggiata delle problematiche riguardanti la madre di Scanderbeg, si veda anche Voisava Kastrioti, su Albanian Studies. URL consultato il 22 maggio 2024. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.
  • Fan Stilian Noli, 1993, p. 27. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.
  • Fan Stilian Noli, 1993, p. 28. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.
  • Fan Stilian Noli, 1993, p. 29. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.
  • Fan Stilian Noli, 1993, p. 30. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.
  • Fan Stilian Noli, 1993, pp. 37-38. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.
  • Fan Stilian Noli, 1993, p. 39. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.

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  • Della madre di Giorgio Castriota sono giunti solo due riferimenti coevi (Marino Barlezio, alias Marin Barleti, e Giovanni Musachi, alias Gjon Muzaka) che indicano la origine nobile e l'eponimico ("pater nobilissimus Triballorum princeps", scrive Barlezio), ma non esattamente la sua famiglia di appartenenza. La nobildonna è stata, col tempo, accreditata come appartenente alla famiglia dei Branković (cfr. Schmitt, 2009, pp. 44-45), come originaria arbër-epirota (cfr. (SQ) Pirro Prifti, Përse Vojsava Tribalda – Nëna e Skënderbeut ishte me origjinë Arbër, Bota Sot, 22 luglio 2017.) o della valle di Polog (cfr. (SQ) Ilmi Veliu, Nëna e Skënderbeut, Vjosava Tribalda ishte e pastër shqiptare, nga Pollogu i Iliridës, in Tema, 5 dicembre 2018.). A quest'ultimo proposito, Fan Stilian Noli specifica che Voisava era la figlia del principe di Pollogu (secondo la denominazione albanese), nei pressi di Tetova, una regione che faceva parte del principato dei Balsha e rientrava nell'area di influenza dei Castriota, e che fa oggi capo alla regione statistica di Polog della Macedonia del Nord. Gli abitanti di tale area erano di stirpe bulgara, ma i suoi prìncipi erano albanesi dall'epoca dei Balsha o comunque si erano albanesizzati tramite legami matrimoniali (Fan Stilian Noli, 1993, p. 26). Per una disamina particolareggiata delle problematiche riguardanti la madre di Scanderbeg, si veda anche Voisava Kastrioti, su Albanian Studies. URL consultato il 22 maggio 2024. Fan Stilian Noli, Scanderbeg (PDF), traduzione e cura di Halil Myrto e Alessandro Laporta, redazione di Fernando Cezzi, Lecce, Argo, 1993.

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