(latino)
«Quid hic tibi dicere aliud videtur, quam quod in Proverbiis Salomon: «Iustus prior est accusator sui»? Aut quid aliud Seneca idem ad Lucilium, ubi ait «somnium narrare vigilantis est, et vitia sua confiteri sanitatis indicium est», quam quod in psalmo David: «Dixi: confitebor adversum me iniustitiam meam Domino (en confessio); et tu remisisti impietatem peccati mei (en sanitas confitentis)»? Quamvis ergo cui et qualiter confitendum sit nemo nisi cristianus noverit, tamen peccati notitia et conscientie stimulus, penitentia et confessio comunia sunt omnium ratione pollentium.»
(italiano)
«Che cosa sembra che ti dica costui a te, quanto ciò Salomone [disse] nei Proverbi: "Il giusto è il primo accusatore di sé stesso?" O che cos'altro il medesimo Seneca [disse a Lucilio], quando esclamò: "è proprio di colui che vigila narrare il sogno, ed è segno di probità ammettere i propri vizi", quanto ciò Davide [disse anche] nel salmo: "Ho detto: denuncerò contro me stesso la mia ingiustizia al Signore (ecco la confessione); e tu rimettesti l'empietà del mio peccato (ecco l'assennatezza del penitente)"? Per quanto a costoro [Salomone e Davide] e, così come nessuno se non il cristiano ha ristorato ciò che si deve confessare, il pentimento e il riconoscimento [delle proprie colpe] sono comuni a tutti coloro che sono dotati di ragione.»