Tommaso Fazello, "Della Storia di Sicilia - Deche Due" [1], Volume uno, Palermo, Giuseppe Assenzio - Traduzione in lingua toscana, 1817, p. 547 e sgg.
L'origine del nome di questo vallo è molto discussa, vedendo di volta in volta fantomatiche paretimologie come quella che rimanda ad un mitico "accesso degli inferi" con relativi "abitanti-demoni" (in latino Vallis Dæmonorum), alla presenza di un incastellamento di IX secolo abbandonato intorno al XII secolo ossia l'antica Dèmona. Lo storico Michele Amari suggerisce che l'origine del nome Dèmona sia da riferirsi al greco-bizantino, in quanto indicherebbe il participio presente del verbo διαμένω ("permanere, perdurare"), improbabilmente accostato al fatto che quello Dèmone fu l'unico tra i valli a perdurare nella fede cristiana e a resistere alle incursioni islamiche, ossia tondemenon, termine che diede nome al vallo e al contempo ad un fortilizio divenuto in seguito città; cfr. Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, vol I, Le Monnier, Firenze 1854, pag. 466-468.