Il nome Karl Heinrich Marx è presente in diverse enciclopedie, ma non si trova né sul certificato di nascita, dove si legge Carl Marx, né sulle pubblicazioni o sul certificato di matrimonio, che riportano Karl Marx. K. H. Marx è usato solo nelle sue collezioni di poesie e nella trascrizione della sua tesi di laurea. Per onorare il padre morto nel 1838 adottò il nome Karl Heinrich in tre documenti. L'articolo di Friedrich Engels «Marx, Karl Heinrich», in Handwörterbuch der Staatswissenschaften (Jena, 1892, col. 1130-1133 vedi MECW Volume 22, pp. 337–345) non giustifica l'assegnazione a Marx di un secondo nome. Vedi Heinz Monz: Karl Marx. Grundlagen zu Leben und Werk. NCO-Verlag, Trier 1973, p. 214 e 354, rispettivamente.
«La famiglia di Marx era di stirpe ebraica, il cognome dei suoi antenati paterni era Mordechai, suo nonno era un rabbino. [...] Marx fu battezzato a sei anni, non venne mai educato al culto mosaico, si sposò in chiesa nel 1843.» (in Corriere della Sera)
Terrel Carver, Reading Marx: Life and Works, in The Cambridge Companion to Marx, Cambridge, Regno Unito, Cambridge University Press, 1991, p. 11, ISBN978-0-521-36694-6. URL consultato il 30 maggio 2014.
«In K. Marx il termine specifico capitalismo è assente. Nel primo libro del Capitale (1867) compare il sostantivo «capitalista» e l'aggettivo «capitalistico» in espressioni quali «modo capitalistico di produzione», «forma di produzione capitalistica» o «era capitalistica» (in Dizionario storiografico). Archiviato il 4 marzo 2013 in Internet Archive.
Secondo altre interpretazioni del concetto di merce in Marx il lavoro astratto non sta ad indicare il «lavoro inteso indipendentemente dalla sua qualità specifica», ma il fatto che ogni merce contiene oltre al lavoro concreto, lavoro impiegato di fatto per produrre una merce, anche il lavoro astratto, quello cioè che la società riconosce socialmente utile ai suoi fini (cfr. lavoro astratto e lavoro concreto nella merce secondo Marx). Proprio quest'ultimo elemento spiega perché due prodotti che a parità d'abilità del produttore hanno la stessa quantità di lavoro concreto, poi non abbiano lo stesso prezzo, non vengano cioè scambiati alla pari. Per il prodotto a prezzo minore la società gli riconosce minore utilità sociale, cioè in quella merce il lavoro astratto era inferiore alla quantità di lavoro concreto necessario a produrla. In una società raffinata anche se il lavoro concreto per produrre un profumo è di molto inferiore a quello necessario per allevare una pecora, il profumo avrà un prezzo più elevato perché per esso il lavoro astratto è molto superiore a quello connesso alla pecora. La produzione capitalistica ha proprio questo di caratteristico che essa orienta la produzione in vista dei prodotti che la società ritiene più utili ai propri fini. È chiaro quindi che parlare della merce in sé senza fare ricorso all'attività lavorativa dell'uomo è un feticcio. Avviene quello che accade per la sfera religiosa. Quello che è un puro prodotto del cervello umano viene fatto valere come un essere indipendente: Dio. Quelli che sono semplici prodotti della mano umana vengono rappresentati come «cose sociali» dotati di vita propria.
«In K. Marx il termine specifico capitalismo è assente. Nel primo libro del Capitale (1867) compare il sostantivo «capitalista» e l'aggettivo «capitalistico» in espressioni quali «modo capitalistico di produzione», «forma di produzione capitalistica» o «era capitalistica» (in Dizionario storiografico). Archiviato il 4 marzo 2013 in Internet Archive.